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Diagnosi e Trattamento anemia

Sospetti di avere una anemia, ma non sai fare la diagnosi? Hai paura sul non sapere quale sia il trattamento più opportuno?

Niente panico, questo articolo ti aiuterà a capire meglio se hai una anemia,come diagnosticarla, e come  trattarla. Purtroppo l’anemia spesso non dà un segnale immediato di  sè, quindi conoscerla e capirla soprattutto nella fase iniziale può essere un problema. Quindi la triade anemia-diagnosi-trattamento può non essere così scontata e a volte intimorirci. In questo articolo troverai delle semplici spiegazioni che ti permetteranno di saperne di più.

L’anemia spesso non può essere diagnosticata solo dalla sintomatologia clinica. Di solito bisogna sottoporsi ad esami ematici. E’ sufficiente un banale emocromo per fare diagnosi di anemia.

 

Anemia: diagnosi

La diagnosi inizia di solito con il medico che raccoglie una anamnesi dettagliata ed esegue un esameobiettivo approfondito.

Il medico chiederà informazioni sulle abitudini alimentari per determinare ipotetiche mancanze di nutrienti fondamentali per l’organismo, quali ferro, vitamina B12 o folati nella dieta.

Sarà necessario un elenco dei farmaci che state assumendo. L’aspirina, per esempio, può causare ulcere allo stomaco o al duodeno portando una perdita cronica di sangue che può portare ad una condizione di anemia.

Il medico può chiedere informazioni sul vostro ciclo mestruale e se durante quel periodo si hanno o si sono avute in passato delle perdite  ematiche copiose o abbondanti o prolungate. Il medico inoltre si informerà su eventuali malattie familiari di cui siete affetti o se nella vostra famiglia qualche altro parente ha già sofferto di una problematica simile.

L’esame obiettivo in caso di sospetto di anemia non potrà esimersi dalla valutazione dell’addome e dalla palpazione nello specifico della milza o del fegato, che potrebbero risultare aumentati di volume. Valuterà inoltre la comparsa di ittero o problematiche a livello della loggia renale.

Importante durante l’esame obiettivo la valutazione dell’apparato cardiovascolare. Una forma grave di anemia può portare in casi estremi ad una insufficienza cardiaca, legata al fatto che il cuore non pomperà in circolo abbastanza sangue, o comunque non in maniera efficiente.

L’esame rettale è un altro passo importante nel sospetto di una anemia. Potremmo infatti diagnosticare una emorragia rettale dovuta a varie cause (emorroidi, ragade anale, diverticoli, polipi, neoformazioni vegetanti nel lume colico) che potrebbe rivelarsi essere la causa della nostra anemia.

Nella donna l’esame pelvico è fondamentale per valutare eccessivi sanguinamenti uterini da cicli mestruali abbondanti,ma anche per altre problematiche,es. polipi, neoformazioni ecc….

La gravidanza porta spesso ad una anemia considerata parafisiologica per emodiluizione del sangue, e va sempre ricercata ed ipotizzata nelle cause.

visione al microscopio di sangue anemico

Diagnosi anemia: quale test di laboratorio

L’esame iniziale e principale per la diagnosi di anemia è l’esame emocromocitometrico (detto semplicemente emocromo).

Si tratta di un banale prelievo venoso eseguibile in qualsiasi laboratorio per analisi del sangue.

Nelsangue prelevato verranno conteggiati i corpuscoli presenti (globuli rossi,globuli bianchi,piastrine): l’anemia verrà diagnosticata se l’emoglobina (presente dei globuli rossi e direttamente dipendente alla loro concentrazione) sarà più bassa del normale. Ci potranno essere di solito meno globuli rossi del normale, o avole esserepiù piccoli del normale o dismorfici, o più pallidi, di solito per carenza di ferro.

Quando i globuli rossi sono di piccole dimensioni si parla di anemia microcitica (il paziente è definito microcitemico).

Nell’anemia invece da carenza di vitamina B12 e di folati, i globuli rossi possono apparire si più pallidi del normale, ma in questo caso sono più grandi del normale: quindi parleremo di anemia macrocitica.

La ferritina è una proteina che racchiude il ferro, di solito ilsuo valore indicail deposito di ferro dell’organismo. Se i livelli di ferritina nel ferro sono bassi, vuol dire che le riserve di ferro nell’organismo sono basse: parleremo quindi di anemia sideropenica.

L’esame emocromocitometrico, comprende tra i vari parametri che ci indica, anche il volume corpuscolare medio (acronimo MCV), e la larghezza di distribuzione dei globuli rossi (acronimo RDW).

C’è poi la conta dei reticolociti (globuli rossi giovani, ancora dotati di nucleo; i globuli rossi maturi perdono il nucleo al loro interno ndr). La conta reticolocitaria ci indica se la produzione da parte del midollo osseo è normale. Se i reticolociti sono bassi, vuol dire che la causa dell’anemia è una insufficiente produzione di globuli rossi e di emoglobina da parte del’organismo. se invece sono alti vuol dire che la causa è un’altra e l’organismo sta aumentando la produzione nella speranza di “compensare” la perdita.

Il dosaggio di vitamina B12 e acido folico nel sangue ci aiuterà a capire se l’anemia è dovuta alla mancanza di questi elementi.
Lo studio del midollo osseo rosso ci aiuterà a capire se c’è la presenza di globuli rossi immaturi come si vede nell’anemia aplastica o nei tumori del sangue. Una mancanza di ferro  nel midollo osseo rosso ci aiuterà a capire se la causa è la mancanza di ferro (anemia sideropenica). Il prelievo di midollo osseo rosso si effettua con ilprelievo di un ago di grosso calibro alivello dell’anca o dello sterno di solito (si parla es: puntato sternale). Si effettuerà quindi il cosiddetto striscio: il campione di  midollo osseo prelevato verrà posizionato su un vetrino e coloratocon reagenti speciali, quindi esaminato al microscopio.

Capacità di legame ferro

Una minore capacità di legame col ferro provocherà una anemia da mancanza di ferro.
Nelle persone di origine africana o in vaste aree mediterranee o sud est asiatiche l’anemia lieve “non responder” alla terapia con ferro è dovuta ad anomalie genetiche dell’emoglobina,che in forma recessiva dà origine a forme lievi di anemia: la beta talassemia e l’anemia falciforme.

Queste forme di anemia si diagnosticano mediante test genetici e mediante l’elettroforesi del sangue. L’elettroforesi dell’emoglobina infatti identificherà le varie forme di emoglobina presenti nel sangue, in modo da diagnosticare la corretta patologia.

Sempre verificare una ipotetica presenza di emorragia in atto (es. intestinale) che porterà ad anemia da stillicidio ematico (es. ulcera gastrica), o alterazioni epatiche o renali che possono provocare alterazioni nella concentrazione di emoglobina quindi anemia.

Trattamento dell’anemia

La cura si articola attraverso due momenti fondamentali:

  • cura dei valori anomali dell’emoglobina e dei globuli rossi nel sangue
  • rilevazione ed eliminazione o cura del processo che ha portato ad una situazione di anemia.

A meno che non venga identificata e risolta la causa fondamentale che ha portato all’anemia, il trattamento rimarrà sempre incompleto.

Tipi di trattamento per l’anemia
Il trattamento dell’anemia dipende spesso dal tipo di anemia che il paziente presenta.

Trattamento dell’anemia da carenza di ferro
Di solito questa anemia si cura aumentandogli apporti di ferro, sia con la dieta si con eventuali integratori che lo contengono, nei casi gravi anche con l’infusione endovena

La terapia più frequente in questo caso sono le compresse a base di solfato ferroso. La terapia per avere una certa efficacia deve essere prolungata di solito almeno per 3-4 settimane.

E’ bene ricordare che ci sono però una serie di effetti collaterali che possono presentarsi o meno a seconda della persona che li assume, quando si assumono le compresse a base di solfato ferroso.

Gli effetti collaterali che possono presentarsi in maniera più o meno marcata sono:

-nausea

-vomito

-dolori addominali

-bruciori di stomaco

-diarrea

-annerimento dei denti, delle gengive e della lingua (nei casi più gravi).

Per ridurre gli effetti collaterali è bene assumere il solfato ferroso durante i pasti o subito dopo.

Un’altra alternativa è il gluconato ferroso.

Il ferro può essere integrato nell’organismo anche con una dieta ricca di ferro. Questo include verdure a foglia verde scuro, pane fortificato ai cereali, fagioli, carne, noci, albicocche, prugne, uva passa, datteri ecc.

Ingredienti quali Tè, caffè, calcio, prodotti lattiero-caseari come latte, farmaci quali antiacidi ecc., Riducono l’assorbimento del ferro nell’intestino e dovrebbero essere evitati.

Gli integratori della vitamina C aiutano ad assorbire meglio il ferro.

Nel caso quindi di trattamento di anemia da carenza di ferro, sarà bene controllare i valori ematici e le riserve dell’organismo (sideremia e ferritinemia) al fine di valutare se vi è un aumento delle riserve da parte dell’organismo.

integrare il ferro nelleanemie sideropeniche

 

Trattamento di anemia della carenza di vitamina B12

L’anemia da carenza di vitamina B12 può essere trattata, a seconda della gravità del caso. Anche in questo caso, nelle carenze gravi queste possono essere trattate con iniezioni di vitamina B12. La vitamina è nella forma di una sostanza nota come idrossocobalamina. Le iniezioni si possono somministrare settimanalmente o fino a 3 volte a settimana.

E’ anche possibile sopprimere alla mancanza con una integrazione tramite capsule di vitamina B12,oppure nei casi meno gravi con una integrazione alimentare di alimenti che ne contengono in grossa quantità: la vitamina B12 può essere trovata in carne, latte, uova, salmone ecc.

Nei soggetti vegetariani o vegani la carenza può riscontrarsi con facilità, quindi è opportuna l’integrazione.

Anemia dovuta alla carenza di folati
Per la carenza di acido folico si rende necessaria l’integrazione quotidiana, parimenti alle altre, con integratori o tramite una alimentazione corretta.

Le compresse di folati sono di solito prescritte insieme agli integratori della vitamina B12. Questo perché il trattamento con l’acido folico può talvolta migliorare i sintomi che mascherano una carenza di vitamina B12 sottostante.

Se una carenza di vitamina B12 non viene rilevata, potrebbe esserci una situazione di pericolo perchè nei casi più gravi possono instaurarsi danni sia al sistema nervoso centrale, che al midollo osseo che alle terminazioni nervose.

L’acido folico si trova nei broccoli, cavolo verde, noci,e nelle verdure a foglia verde.

Trattamento per anemia grave

Quando l’anemia è più grave, di solito valori inferiori di emoglobina a 8 mg/dl, bisogna ricorrerre ad una o più trasfusioni di sangue .

Trattamento dell’anemia falciforme
I pazienti con anemia falciforme devono avere una dieta sana, e devono integrare la dieta con acido folico, vitamina D e zinco per evitare delle crisi emolitiche.

Non c’è cura per l’anemia falciforme, ma la frequenza e la gravità delle crisi e le loro complicazioni possono essere ridotte.

Anemia dovuta all’infezione
L’anemia causata da un’infezione di solito migliora quando l’infezione viene trattata. Questo è particolarmente vero per i neonati con infezioni gravi chiamate sepsi. L’infezione dell’organismo ha un effetto sull’emoglobina che tende ad abbassarsi,fino a sviluppare nelle infezioni croniche una vera e propria anemia.

Trattamento di una splenomegalia (milza ingrandita)
In alcune forme di anemia emolitica ci può essere una milza ingrandita più del normale, parleremo di splenomegalia

La milza può essere rimosso chirurgicamente per impedire che i globuli rossi vengano trattenuti al suo interno o distrutti troppo rapidamente.

Anemia in gravidanza
Quando durante una gravidanza l’emoglobina della gestante scende al di sotto dei 9 mg/dl,parleremo di anemia in gravidanza
L’anemia viene gestita con somministrazione orale di ferro. Il paziente verrà rivalutato dopo quattro settimane di terapia.

Trattamento dell’anemia sul midollo osseo
Alcuni farmaci (es.eritropoietina) sono prescritti per stimolare il midollo osseo a produrre più globuli rossi. Questo è utile in formedi anemia quali l’anemia aplastica e nelle leucemie.

Può anche essere utilizzato il trapianto di midollo osseo. In questa procedura, le cellule del midollo osseo prelevate da un donatore corrispondente (di solito con una corrispondenza genetica, ad esempio un rapporto di sangue).

Questo viene poi iniettato nella vena. Questo poi percorre il flusso sanguigno al midollo osseo e produce nuove cellule del sangue.

dieta da seguire peranemia

 

Prevenzione dell’anemia:

Nei neonati l’anemia può essere evitata incoraggiando l’allattamento al seno da parte della mamma per quattro o sei mesi dopo la nascita.
Durante lo svezzamento dal seno al solido può essere utile aggiungere una fonte aggiuntiva di ferro (circa 1 mg per kg al giorno di ferro) semplicemente anche solo tramite la dieta. Se il neonato non è allattato al seno, si raccomanda sempre di somministrare latte sostituto, possibilmente contenente integrazione di ferro.

In realtà il latte ostacola l’assorbimento del ferro nell’intestino, quindi è opportuno non dare ai bambini con più di 5 anni quantità di latte esagerate. Le bevande ricche di vitamina C (ad esempio frutta, verdura e succo di frutta) sono consigliate oltre i sei mesi di età per aumentare l’assorbimento del ferro. Per le ragazze adolescenti e le donne in età fertile è sempre consigliabile una dieta ricca di ferro. Tutte le ragazze adolescenti e le donne non gravide devono essere sottoposte a screening per l’anemia ogni cinque-dieci anni fino alla menopausa.

Anche in gravidanza le donne devono essere incoraggiate ad avere una alimentazione equilibrata e ricca di ferro, in alternativa potrebbe essere utile ricorrere ad una integrazione per via orale.

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...Come spesso accade, dal caso nasce l'idea....

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