Protesi ginocchio: la guida definitiva

Oggi entriamo in argomento protesi ginocchio. Vista l’importanza del tema, per l’occasione intervistiamo il dott. Michele Massaro, medico esperto in chirurgia ortopedica mini invasiva, chirurgo ortopedico delle Cliniche Humanitas.

D: Dottor Massaro, l’argomento protesi ginocchio sta diventando sempre più importante. Per cominciare: quando si ricorre ad una protesi al ginocchio?

R: La protesi al ginocchio serve quando la cartilagine articolare dell’articolazione è, tutta o in parte, irrimediabilmente danneggiata. Con l’impianto della protesi si mira a ripristinare una congruità articolare che permetta un corretto movimento ed una corretta funzionalità dell’articolazione senza dolore.

Le ricerche nel campo della chirurgia protesica negli ultimi anni ci hanno portato a materiali sempre più innovativi e più efficaci, in modo da avere un impianto di protesi al ginocchio che duri a lungo, impiantato correttamente e nella maniera meno invasiva possibile.

protesi ginocchio

il disegno di una protesi del ginocchio

 

D: Quando è il momento di intervenire?

R: Stabilisco insieme al paziente quando è il momento opportuno per l’intervento. E’ importate valutare sia la condizione anatomica dell’articolazione, sia valutare i sintomi, tra cui i più comuni sono il dolore al ginocchio, la limitata escursione articolare, ed il gonfiore.

Se il danno articolare è modesto, e i sintomi non sono particolarmente acuti e invalidanti, terapie di tipo conservativo come le terapie farmacologiche, infiltrative, e fisioterapiche possono dare risultati soddisfacenti migliorando di molto la situazione.

Al contrario, quando i danni sono gravi tali da limitare le comuni attività quotidiane e di vita sociale, bisogna valutare l’opportunità dell’intervento e fare una protesi ginocchio. Tramite l’intervento, posso sostituire, parzialmente o totalmente, l’articolazione.

 

D: Quali sono le cause che portano poi all’intervento di protesi ginocchio?

R: La causa più comune che porta a sottoporsi ad un intervento di protesi di ginocchio è l’artrosi del ginocchio, detta gonartrosi. Oltre questa ve ne sono altre, meno comuni, ma che portano comunque ad un danno articolare che poi porterà alla necessita di sottoporsi ad una protesi al ginocchio:

-l’artrite reumatoide, malattia autoimmunitaria che danneggia le articolazioni

-l’emofilia: malattia genetica dove si formano nelle articolazioni continui versamenti di sangue (emartri) che alla lunga danneggiano irrimediabilmente la cartilagine articolare

-gotta: l’accumulo di acido urico nelle articolazioni che porterà ad un danno delle stesse

– necrosi avascolare: è la morte della cartilagine articolare per mancanza dell’afflusso di sangue, interrotto per svariati motivi.

-deformità congenite: uno sviluppo anomalo delle ossa porterà a delle incongruità articolari che alla lunga danneggeranno irrimediabilmente le cartilagini articolari provocando una gonartrosi secondaria.

 

D: Come si danneggia l’articolazione?

R: La gonartrosi, progredendo nella sua evoluzione, danneggerà la cartilagine articolare. Senza questa cartilagine che li protegge, il femore, la tibia e rotula lavoreranno tra loro con l’osso che si trova al di sotto della cartilagine, che infiammandosi provocherà dolore.

 

D: Chi si sottopone all’intervento?

R: La maggiorparte dei pazienti che si sottopone ad un intervento di protesi di ginocchio ha tra i 60 e gli 80 anni. Non sono esclusi però anche i pazienti under 60 che per svariati motivi, abbiano un’articolazione compromessa.

 

protesi al ginocchio

Rappresentazione dei tre elementi principali di una protesi al ginocchio

D: Come è fatta una protesi del ginocchio?

R: La protesi è fondamentalmente costituita da tre componenti:

  • Piatto tibiale, fatto di metallo
  • Scudo femorale, anche questo in metallo
  • Inserto in polietilene, è la componente tra il piatto tibiale e lo scudo femorale. Il polietilene compone la superificie di scorrimento ed è la componente protesica che andrà incontro negli anni ad usura
  • A seconda dei casi, si può aggiungere la protesi di rotula, anche questa in polietilene.

 

D: Quante tipologie di protesi al ginocchio ci sono?

R: Qui si apre un mondo! Con il termine generico di “protesi ginocchio” in realtà si comprende una vasta gamma di opzioni!

La prima grossa distinzione che bisogna fare è tra:

protesi ginocchio monocompartimentale

i componenti di una protesi monocompartimentale di ginocchio

La scelta dipende dalla gravità del danno articolare: se la cartilagine articolare risulta globalmente danneggiata, si ricorre alla protesi totale; quando, invece, il ginocchio presenta ancora delle zone sane, si ricorre alla protesi parziale (o monocompartimentale).

 

La Protesi Totale al Ginocchio

Un grave danno articolare al ginocchio richiede una protesi totale. Infatti, in questi frangenti, se l’artrosi ha danneggiato tutti i compartimenti del ginocchio, bisognerà sostituire tutta l’articolazione, spesso anche la rotula.

Bisogna distinguere però tra le protesi totali: chi, come me, applica tecniche micro invasive, anche quando applica una protesi totale di ginocchio, tende a risparmiare entrambi i legamenti crociati (parleremo di protesi XP) o almeno il legamento crociato posteriore (parleremo di protesi totali CR). Quando non è possibile risparmiare i legamenti crociati, o sono già lesionati di partenza, applicheremo una protesi a sacrificio dei crociati (protesi totale PS).

I legamenti crociati del ginocchio sono fondamentali e bisogna sempre cercare di preservarli, soprattutto per la propriocettività del ginocchio ed evitare, tra le altre cose, quella sensazione di “corpo estraneo” che avvertono i pazienti a cui vengono tagliati i legamenti.

protesi ginocchio

radiografia di una protesi totale di ginocchio

 

La Protesi Parziale (o Monocompartimentale) al Ginocchio

Quando ad essere danneggiato è solo un comparto del ginocchio, si applica una protesi parziale.

Questa è una soluzione molto vantaggiosa perché conserva quasi in toto il ginocchio, i legamenti e la sua funzionalità, andando a sostituire solo la parte rovinata.

Nonostante sia una soluzione per lo più poco usata dalla maggior parte degli ortopedici, nella mia pratica clinica la uso molto (circa il 70% degli impianti che eseguo), con eccellenti risultati

La protesi monocompartimentale può essere applicata ad uno dei tre compartimenti del ginocchio:

protesi monocompartimentale mediale

protesi monocompartimentale laterale

protesi monocompartimentale femoro rotulea

Inoltre posso, quando vi è indicazione, impiantare dure protesi monocompartimentali nello stesso ginocchio, quindi eseguire un impianto bi-monocompartimentale esempio: protesi monocompartimentale mediale combinate con una protesi femoro-rotulea.

protesi ginocchio

radiografia di una protesi monocompartimentale al ginocchio

 

 

D: Quanto dura una Protesi al ginocchio?

R: Le protesi attuali durano all’incirca 20-25 anni. Non vi è differenza, a dispetto di quando si dice spesso, nella durata tra protesi totali e protesi parziali. Inoltre è importante specificare che se non ci sono problemi con l’impianto sarà solo l’inserto in polietilene a consumarsi, quindi in caso di revisione di protesi usurata, sarà necessario solo cambiare l’inserto e non rifare tutta la protesi.

 

D: Quali sono gli esami strumentali necessari per porre indicazione ad una protesi del ginocchio?

R: L’esame fondamentale per l’indicazione alla protesi al ginocchio è la radiografia. Sarà utile eseguire la radiografia in alcune proiezioni particolari (es. proiezione di Rosemberg) oltre a quelle standard.

gonartrosi

radiografia che mostra una grave gonartrosi al ginocchio

In alcuni casi può essere utile la risonanza magnetica nucleare, esempio per diagnosticare una zona di necrosi, spesso non visibile con una semplice radiografia.

 

D: Come si esegue l’operazione?

R: E’ bene sottolineare che l’intervento andrebbe eseguita da chirurghi ortopedici specializzati in questa tipologia di interventi, non essendo di facilissima esecuzione.

La procedura prevede in maniera motlo schematica quattro momenti principali:

  • Incisione ed accesso all’articolazione
  • Rimozione delle estremità cartilaginee ed ossee consumate
  • Sostituzione con le componenti protesiche artificiale
  • Sutura e chiusura dell’articolazione

 

D: In cosa consiste la tecnica mini invasiva che lei applica durante l’intervento?

R: Nel corso degli anni ho imparato dai migliori chirurghi al mondo e affinato la tecnica mini invasiva. Senza scendere troppo nei particolari, credo sia sufficiente affermare che applicando una protesi con tecnica mini invasiva si avranno una serie di vantaggi:

  • minor durata dell’intervento (40-60 minuti)
  • minor perdita di sangue
  • asportazione selettiva della sola cartilagine danneggiata, preservando tutta la parte articolare sana
  • incisione dei tessuti inferiore
  • preservazione, ove possibile, dei legamenti crociati anteriore e posteriore
  • recupero più rapido
  • ritorno ad una vita normale più rapido

 

D: Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di una protesi totale rispetto ad una parziale di ginocchio?

R: La protesi monocompartimentale di ginocchio rispetto alla protesi totale, se vi è l’indicazione giusta, ha solo dei vantaggi.

Essendo un intervento meno invasivo della protesi totale il recupero è estremamente rapido, già dopo alcune ore il paziente è in grado di camminare, e mediamente si abbandonano le stampelle nel giro di 15 gg. Inoltre essendo solo una sostituzione di una piccola porzione del ginocchio, l’articolazione conserva la sua normale conformità, anatomia e fisiologia, e spesso a distanza di tempo la sensazione è addirittura quella di non aver mai fatto un intervento!

Non è assolutamente vero che dopo alcuni anni bisogna toglierla per passare ad una protesi totale. Se ben impiantata il problema è risolto e non vi sarà null’altro da fare al ginocchio.

La protesi monocompartimentale va sostituita solo se vi sono complicanze, che poi sono le stesse che portano alla revisione di una protesi totale, col piccolo particolare che le complicanze di una protesi monocompartimentale ben messa sono percentualmente minori rispetto alla protesi totale.

 

D: Quali sono i TEMPI DI RECUPERO per chi si sottopone ad un intervento di protesi al ginocchio?

R: Di solito dopo alcune ore o al massimo il giorno dopo ila paziente comincia a camminare con le stampelle, che saranno poi abbandonate tra il 7° e il 20° giorno post-operatorio. La ripresa delle normali attività avviene di solito dopo i 45 giorni, la pratica sportiva dopo i due mesi.

 

D: Ci sono dei movimenti da evitare?

R: Il periodo post-operatorio è importante e delicato per recuperare al meglio l’articolazione. Alcuni movimenti e abitudini è preferibile evitarli:

 

  • Intra o extra ruotare il ginocchio
  • Non accavallare le gambe
  • Evitare di tenere un cuscino o un appoggio sotto il ginocchio quando si è a letto, potrebbe portare ad un atteggiamento in flessione del ginocchio con impossibilità all’estensione completa
  • Non inginocchiarsi fino a quando non vi autorizza il medico
  • Non sedersi su sedie troppo basse

Segnalo inoltre che nel mio sito ho dedicato una intera pagina con le risposte alle domande più comuni che il paziente di solito mi rivolge.

 

D: Cosa succede quando una protesi fallisce?

R: Quando ci sono problemi con una protesi impiantata, può essere necessario un secondo intervento. Se la protesi si è scollata, bisogna eseguire un reimpianto della protesi, se invece funziona male per problemi meccanici (errato posizionamento o bilanciamento dell’articolazione) bisognerà distaccare quella impiantata e reimpiantarne una nuova, che sarà più invasiva della precedente.

Se il paziente è portatore di una protesi monocompartimentale, si potrà in alcuni casi reimpiantare una protesi monocompartimentale, altrimenti si impianterà una protesi totale.

Se il paziente è invece portatore di una protesi totale, in alcuni casi limitati) si potrà reimpiantare una protesi totale semplice, ma più spesso si impianta una protesi più invasiva chiamata protesi semivincolata

Un secondo intervento di protesi al ginocchio, oltre a essere di difficile esecuzione per i motivi già citati, ha anche il rischio una minore efficacia, quindi è fondamentale affidarsi a mani esperte!

 

D: Esperte come le sue?

R: Non volevo dire questo, anche se in effetti affronto quotidianamente tanti casi, anche molto complessi, essendo questo il mio lavoro!!!

 

D: Mi sembra giusto concludere la nostra chiacchierata, vista la sua gentilezza e disponibilità, con i suoi contatti, per chi avesse bisogno del suo aiuto

R: Certo! Io opero presso gli Istituti Clinici Humanitas a Milano e a Bergamo. Per quanto riguarda gli ambulatori dove raggiungermi, ne ho diversi, oltre che il Lombardia, anche in Sicilia, Calabria e in Puglia. Prossimamente, ricevendo pazienti un po’ da tutta Italia, aprirò nuovi ambulatori in altre regioni, in modo da rendere accessibile l’incontro con me a chiunque ne senta la necessità.  Per chiunque voglia contattarmi, vi è il numero della mia segretaria 345.1150832, oltre a poter visitare il mio sito www.protesiginocchioanca.com con tutti i riferimenti e i contatti.

 

D: Una curiosità: nel web è pieno di testimonianze di pazienti soddisfatti del suo operato, lo sapeva?

R: Molti pazienti che ho operato e seguito per protesi ginocchio o anca hanno voluto lasciare in vari siti dedicati alla sanità dei commenti positivi o ringraziamenti. Ho anche raccolto alcuni di questi su una pagina del mio sito, perché per me ogni persona che mi ringrazia è un orgoglio, una soddisfazione, ed un sprono ad andare avanti, fare meglio, ed aiutare sempre più persone.

 

D: Grazie Dottore per la sua disponibilità e gentilezza, le auguro buon lavoro

R: Grazie a voi!!

 

Author: Bloggerbone

...Come spesso accade, dal caso nasce l'idea....

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2 Comments

  1. Il dottor -Michele Massaro è uno tra i migliori chirurghi d’Italia per quanto riguarda la chirurgia ortopedica mini invasiva e le protesi di ginocchio. Confermo quanto detto sopra dal signor Luigi!

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  2. Grande operazione “familiare” all’Humanitas di Bergamo a inizio dicembre 2016. A me due protesi, a mia moglie una protesi (mono compartimentali). Non ci sono parole per descrivere la soddisfazione per l’operato del dott. MAssaro. Trasmette fiducia e sicurezza dal primo incontro. Perfetto direttore d’orchestra in sala operatoria attorniato da personale competente e disponibile che ti fanno sentire “importante”. Seguiti giorno per giorno con interesse abbiamo camminato con le stampelle il giorno dopo l’intervento stesso. Stiamo facendo fisioterapia ma tutti si meravigliano del risultato.E’ valsa veramente la pena affrontare la trasferta fino a Bergamo e affidarsi al dott. Massaro, é molto esperto e sa il fatto suo!

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