Protesi anca: la guida definitiva

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Oggi viriamo come argomento sulle protesi anca. Anche oggi, per l’occasione, intervistiamo il Dottor Michele Massaro, esperto di protesi all’anca e di chirurgia mini invasiva.

D:Buongiorno dottore e bentrovato

R: Buongiorno a voi.

 

D:Cosa ci dice sulle protesi di anca?

R: L’intervento di protesi anca o artroprotesi d’anca, ha vissuto una incredibile evoluzione negli ultimi decenni. Attualmente si tratta di uno degli interventi più diffusi nel mondo e più sicuri. Gli studi degli ultimi anni hanno apportato all’intervento originario una serie di migliorie, sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista tecnologico. L’intervento è estremamente efficace e risolutivo per tutte le tipologie di artrosi che possono coinvolgere l’anca.

Quando parliamo di artrosi all’anca parliamo di coxartrosi.

La coxartrosi primaria o primitiva è quella che insorge per processi degenerativi non influenzati da alcun altro fattore, cioè come evoluzione di un processo degenerativo articolare. Si tratta della classica artrosi, che insorgerà come sintomatologia mediamente dopo i 60 anni, provocando dolore e limitazione funzionale.

La coxartrosi secondaria è invece quella che si forma in conseguenza di patologie che hanno influenzato l’articolazione provocandone dei danni.

Le patologie più diffuse e che possono causare una coxartrosi secondaria:

– displasia dell’anca;

– necrosi asettica della testa del femore;

– artrite reumatoide

– artrite psoriasica con coinvolgimento articolare

– esiti di trauma, come nelle fratture del femore o nelle fratture di acetabolo (in questi casi parleremo di artrosi post-traumatica).

 

D: Ci dice qualcosa in più sulle patologie principali che portano ad una artrosi all’anca e quindi alla protesi anca?

R: Le condizioni che possono danneggiare l’articolazione dell’anca , e che a volte necessitano di un intervento chirurgico di sostituzione protesica dell’anca, comprendono:

Coxartrosi: Comunemente nota come artrite, usura e lacerazione della cartilagine, i danni nell’artrosi coinvolgono principalmente la cartilagine liscia che ricopre le estremità delle ossa e aiuta le articolazioni muoversi agevolmente.
Artrite reumatoide: è una patologia causata da un sistema immunitario iperattivo , l’artrite reumatoide produce un tipo di infiammazione che può erodere osso e la cartilagine e deformare le articolazioni.
L’osteonecrosi della testa femorale: se non vi è sufficiente apporto di sangue (o questo viene interrotto) alla testa del femore, la cartilagine e l’osso sottostante possono crollare e deformarsi.
L’intervento di protesi all’anca è da prendere in considerazione se il dolore all’anca:

-Diventa persistente persistente, nonostante l’assunzione di antidolorifici
-Il dolore peggiora con camminare , anche se ci si aiuta con un bastone o un deambulatore
-Interferisce con il sonno
-Colpisce la normale capacità di salire o scendere le scale
-Rende difficile alzarsi da una posizione seduta.

 

D: In cosa consiste l’intervento e come è fatta una protesi di anca?

R: Consiste nel rimuovere le superfici articolari danneggiate dell’anca, che non permettono più un fluido e fisiologico e movimento di scorrimento. Queste superfici saranno sostituite da una protesi, che schematicamente è composta da quattro componenti:

-Il cotile, che è una coppa di metallo che viene inserita nel bacino;

-un inserto, che viene inserito all’interno del cotile

-uno stelo, che viene inserito nel femore

-una testina sferica, che viene inserita sullo stelo e che si articola con l’inserto, all’interno del cotile.

protesi anca

protesi anca: le 4 componenti che la costituiscono

Si avrà così una nuova articolazione, che produrrà un movimento armonico e senza impedimenti, restituendo la completa articolarità e mobilità, il tutto senza dolore.

 

D: Quante tipologie di protesi di anca ci sono?

R: Quando entriamo in argomento protesi anca, non possiamo esimerci dal dire subito che esistono varie tipologie di protesi di anca, tutte con lo stesso scopo: ridare un’articolazione nuova e libera dal dolore al paziente.

Alcuni pazienti hanno bisogno di una tipologia specifica di protesi, per altri versi invece spesso si tratta di mode o capacità del chirurgo, se viene impiantato un modello piuttosto che un altro! E’ giusto dire comunque che il medico ortopedico valuterà caso per caso e deciderà il modello di protesi più adatto al paziente.
I Fattori che influenzano maggiormente la scelta del chirurgo:

tipo di patologia che interessa l’articolazione

età

sesso

condizioni cliniche

condizioni dell’osso su cui andrà impiantata la protesi.

Protesi di anca classica

La protesi di anca classica è quella composta da quattro componenti, come detto prima.

con la protesi classica il collo femorale viene asportato insieme alla testa e si impiantano le componenti con uno stelo femorale classico. La protesi potrà essere a seconda della qualità ossea che ci si trova davanti, cementata o non cementata, sia per quanto riguarda il femore che il cotile.
In caso di decida per la cementazione dell’impianto l’ancoraggio è affidato al polimetilmetacrilato (detto appunto volgarmente cemento).

protesi all'anca

rx di protesi di anca classica con stelo standard e sacrificio del collo femorale

La protesi d’anca di rivestimento

Si tratta di un tipo di protesi diversa dal solito composta solo da due componenti, entrambe di metallo:

-una cupola che riveste la testa del femore

protesi rivestimento anca

immagine di una protesi di anca di rivestimento

-un cotile impiantato nell’acetabolo.
Questo impianto, apparentemente vantaggioso (solo due elementi impiantati, maggior risparmio osseo perché la testa non viene asportata ma solo ridotta e rivestita), in realtà presenta una serie di svantaggi, nonché di complicanze che si possono verificare a distanza dall’impianto, e attualmente il suo utilizzo è sconsigliato sia dalla società italiana di ortopedia e traumatologia, che dalla società europea.

Svantaggi della protesi di rivestimento:

– per lavorare la testa femorale bisogna che questa venga quasi “tirata fuori” dal coscia. Questo comporterà una incisione maggiore e maggior scollamento dei tessuti dall’osso per permetterne la lavorazione, oltre a dei tempi chirurgici maggiori.

– il cotile che accoglierà la cupola femorale dovrà essere di dimensioni più grandi rispetto al cotile di un impianto classico in cui si aloggia la testina femorale. quindi bisognerà scavare di più nell’acetabolo e con frese di maggiori dimensioni di diametro, riducendo il “bone stock” (osso residuo).

– il collo femorale conservato, in alcuni casi può sfiorare o proprio toccare la componente metallica, creando delle situazioni infiammatorie croniche con versamenti e sviluppo di tessuti fibrosi importanti.

-l’accoppiamento metallo-metallo di questa tipologia di protesi, libererà alla lunga micro particelle di metallo che provocheranno una infiammazione cronica locale con formazione di granulomi da corpo estraneo (detti pseudotumor). Le particelle di metallo inoltre potranno passare nel sangue, dando innalzamento dei valori di cromo e cobalto nel sangue, con tutte le conseguenze del caso (malesseri, complicanze neurologiche come paralisi nervose, ecc).

LA PROTESI D’ANCA MINI INVASIVA A CONSERVAZIONE DEL COLLO

Si tratta di protesi d’anca di ultima generazione, simili alle standard (cortile – inserto – stelo – testina) ma con la differenza che si conserva il collo del femore e si impianto uno stelo di piccole dimensioni. Questa tipologia di protesi è indicata in pazienti giovani e con osso di buona qualità.

protesi anca mini invasiva

protesi di anca mini invasiva a risparmio del collo femorale

 

D: Chi si sottopone all’intervento?

R: La maggiorparte dei pazienti che si sottopone ad un intervento di protesi di anca ha tra i 55 e gli 80 anni. Non sono esclusi però anche i pazienti under 50 che per svariati motivi, abbiano un’articolazione compromessa, soprattutto nei casi di displasia congenita o di lussazione dell’anca.

D:Qual’è la durata di una Protesi all’anca?

R: L’impianto, se ben eseguito è destinato a durare all’incirca 20-25 anni. Vi è una certa variabilità dovuta al peso del paziente, allo stile di vita, e al tipo di impianto eseguito. E’ bene sapere infatti che le parti che andranno incontro ad usura della protesi saranno solo l’inserto e la testina. Il cotile e lo stelo se ben posizionati non andranno più sostituiti.

L’accoppiamento inserto-testina potrà essere di diversi materiali. Attualmente i due accoppiamenti più frequenti sono:

– inserto in polietilene, testina in ceramica,

– inserto in ceramica, testina in ceramica.

 

D: Quali sono gli esami strumentali necessari per porre indicazione ad una protesi di anca?

R: Nella grande maggioranza dei casi sono sufficienti della radiografie. Le radiografie utili a porre diagnosi di coxartrosi o displasia o necrosi sono la radiografia del bacino e l’assiale dell’anca interessata dal problema.

In alcuni casi es. per necrosi della testa femorale può essere necessario eseguire una risonanza magnetica nucleare che evidenzi la zona di necrosi che potrebbe non essere visibile alla sola radiografia.

coxartrosi

rx di un’anca con artrosi

 

D: Come si esegue l’operazione di protesi all’anca?

R: E’ bene sottolineare che l’intervento, seppur ormai di routine, dovrebbe essere eseguito in centri specialistici e da equipe chirurgiche specializzate nel settore, per massimizzare il risultato e minimizzare la percentuale di complicazioni.

La procedura prevede in maniera molto schematica quattro momenti principali:

-Incisione ed accesso all’articolazione: esistono vari accessi all’articolazione: i migliori attualmente sono l’accesso postero-laterale e l’accesso anteriore (quest’ultimo gravato da qualche rischio/complicanza in più). Obsoleto anche se ancora in uso in alcune aree geografiche l’accesso laterale diretto.
-Rimozione della testa del femore e delle estremità cartilaginee ed ossee consumate
-Sostituzione con le componenti protesiche artificiali
-Sutura e chiusura dell’articolazione.

protesi dell'anca

 

 

 

D: In cosa consiste la tecnica mini invasiva che lei applica durante l’intervento di protesi anca?

R: Nel corso degli anni ho imparato dai migliori chirurghi al mondo e affinato la tecnica mini invasiva. Senza scendere troppo nei particolari, credo sia sufficiente affermare che applicando una protesi con tecnica mini invasiva si avranno una serie di vantaggi:

minor durata dell’intervento (45-60 minuti)
minor perdita di sangue
asportazione selettiva della testa femorale (preservando il collo del femore) e della sola cartilagine danneggiata
incisione dei tessuti minore
recupero più rapido
ritorno ad una vita normale più rapido.

video sulle protesi anca

 

D: Quali sono i TEMPI DI RECUPERO per chi si sottopone ad un intervento di protesi di anca?

R: Di solito dopo alcune ore o al massimo il giorno dopo il paziente comincia a camminare con le stampelle, che saranno poi abbandonate tra il 7° e il 20° giorno post-operatorio. La ripresa delle normali attività avviene di solito dopo i 30 giorni, la pratica sportiva dopo i due mesi.

 

D: Ci sono dei movimenti da evitare?

R: Il periodo post-operatorio è importante e delicato per recuperare al meglio l’articolazione. Alcuni movimenti e abitudini è preferibile evitarli:

Intra o extra ruotare la gamba
Non accavallare le gambe
Evitare di dormire sul fianco operato i primi giorni, dopo è possibile farlo usando un cuscino tra le gambe da utilizzare fino al terzo mese post operatorio
Non flettere l’anca oltre i 90° fino a quando non vi autorizza il medico

Utilizzare per i primi tre mesi l’alzawater

Non sedersi su sedie troppo basse

Segnalo inoltre che nel mio sito ho dedicato una intera pagina con le risposte alle domande più comuni sulla protesi di anca che il paziente di solito mi rivolge.

 

D: Quali sono i rischi collegati con l’intervento di protesi anca?

R: La comparsa di complicanze legate all’intervento nella chirurgia dell’anca è molto bassa. Una stima internazionale ha valutato una incidenza media del 2,5%. Nella mia personale casistica l’incidenza di complicanze è pari a meno dell’ 1%.

L’incidenza più frequente è probabilmente la lussazione della protesi di anca:

Consiste nella fuoriuscita della testina femorale protesica dal cotile con comparsa di dolore, accorciamento dell’arto e limitazione funzionale. Il periodo più rischioso in cui può verificarsi la lussazione sono i primi tre mesi post-operatori. E’ importante nei primi mesi evitare movimenti eccessivi come quelli descritti poco sopra.

Infezione:

L’infezione è una complicanza che al giorno d’oggi grazie alle profilassi antibiotiche è molto rara, ma non del tutto esclusa. Sebbene possa essere favorita da condotte scorrette o procedure non perfettamente sterili, può avvenire anche in casi dove tutta la procedura chirurgica sia stata condotta in maniera impeccabile. Vi sono sicuramente dei pazienti con un rischio maggiore di sviluppare una infezione, come i pazienti affetti da diabete o immunocompromessi.

 

Differente lunghezza degli arti

Nell’intervento di protesi di anca è importante il bilanciamento articolare ed il planning pre operatorio perché si avrà l’occasione di allungare o accorciare l’arto, a seconda di quelle che sono e condizioni di partenza dell’arto da operare rispetto al controlaterale. Se l’arto da operare è più corto (situazione più frequente, l’arto si accorcia per il consumo della cartilagine) pianificheremo un allungamento in maniera da avere come risultato finale due gambe uguali. Se l’arto da operare è più lungo, invece, pianificheremo un accorciamento anche se questo caso è un po’ più complicato perché bisognerà non perdere troppa tensione muscolare.

Se non si effettua una pianificazione pre preparatoria, ci troveremo nella situazione non infrequente (purtroppo) di due gambe di lunghezza differente, con insoddisfazione del paziente che potrà non avere una deambulazione corretta, e sarà costretto a utilizzare rialzi per compensare la differenza tra le due gambe. Nei casi di grosse differenze di lunghezza tra i due arti (superiori ai 2 cm) è da prendere in considerazione il reintervento per correggere la dismetria.

 

Ematoma post-operatorio

E’ frequente la formazione di ematomi post operatori, di nessun significato patologico, localizzati a seconda dell’accesso chirurgico, sula zona laterale della coscia. Tali ematomi di solito non influenzano la normale ripresa funzionale dell’arto operato e regrediscono nel giro di 4 settimane.

 

Lesioni nervose

Possono verificarsi delle lesioni neurologiche (parziali o totali) del nervo sciatico, femorale e femorocutaneo, a seconda dell’accesso chirurgico che si è utilizzato. Tali lesioni sono purtroppo spesso irreversibili. La loro incidenza per fortuna è molto rara.

 

D: Cosa succede quando una protesi all’anca fallisce?

R: Quando ci sono problemi con una protesi impiantata, può essere necessario un secondo intervento per rimediare ad una situazione che crea disagio. Se la protesi si mobilizza, cioè non è più ben salda nell’osso, bisogna eseguire un reimpianto della protesi, impiantandone una nuova e assicurandosi che questo nuovo impianto sia stabile.

Se invece la protesi è stabile ma funziona male per problemi meccanici (errato posizionamento o bilanciamento dell’articolazione) bisognerà distaccare quella impiantata e reimpiantarne una nuova, che sarà più invasiva della precedente. Non necessariamente dovremo cambiare tutto l’impianto, ma, a seconda dei casi, sostituire da uno a tutti e quattro i componenti che formano la nostra protesici anca.

Un secondo intervento di protesi all’anca, oltre a essere di difficile esecuzione per i motivi già citati, ha anche il rischio una minore efficacia, quindi è fondamentale affidarsi a mani esperte!

 

D: Mi sembra giusto anche stavolta concludere la nostra chiacchierata, vista la sua gentilezza e disponibilità, con i suoi contatti, per chi avesse bisogno del suo aiuto!

R: Certo! Io opero presso gli Istituti Clinici Humanitas a Milano e a Bergamo. Per quanto riguarda gli ambulatori dove raggiungermi, ne ho diversi, oltre che il Lombardia, anche in Sicilia , Calabria in Puglia. Prossimamente, ricevendo pazienti un po’ da tutta Italia, aprirò nuovi ambulatori in altre regioni, in modo da rendere accessibile l’incontro con me a chiunque ne senta la necessità. Per chiunque voglia contattarmi, vi è il numero della mia segretaria 345.1150832, oltre a poter visitare il mio sito www.protesiginocchioanca.com con tutti i riferimenti e i contatti.

 

D: Grazie dottor Massaro, alla prossima

R: Grazie a voi e buon lavoro.

Author: Bloggerbone

...Come spesso accade, dal caso nasce l'idea....

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